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Allergie e Intolleranze

PERICOLI DEGLI AMBIENTI CHIUSI ALLERGIE: NON SI TRATTA SOLO DI “MAL DI PANCIA” RINITE Si comincia spesso con starnuti, accompagnati da una forte produzione di muco liquido, quasi acquoso. In alcuni casi, tuttavia, il muco può anche essere assente. Spesso è presente anche un forte prurito al naso. La sensazione è di non percepire gli odori e costringe a dormire con la bocca aperta, perché non si riesce a respirare attraverso il naso. In genere, prendendo a prestito le definizioni inglesi, i rinitici vengono distinti in sneezer and runner e blocker: CONGIUNTIVITE Il prurito agli occhi è il fastidio preminente. Obbliga a sfregarsi continuamente gli occhi, aumentando l’arrossamento delle congiuntive. In più c’è spesso una lacrimazione inarrestabile, cui si associa l’insofferenza per la luce forte (fotofobia). ASMA La difficoltà respiratoria, con la classica sensazione di “fame d’aria” è il segno più tipico della malattia. In questo caso, l’aria entra nei bronchi e arriva ai polmoni, ma ha difficoltà a uscirne per il restringimento dei bronchi stessi. Il primo segnale d’allarme è una tosse, più tardi, nelle forme gravi, può comparire addirittura difficoltà respiratoria. PELLE Il sintomo più tipico è il prurito. Spesso compaiono anche chiazze arrossate o piccole macchioline rosse, come quelle dell’orticaria. Il presente opuscolo ha l’obiettivo di darVi alcune informazioni su Allergie e Intolleranze: cosa sono e con quali sintomi si manifestano. Le fonti utilizzate per la realizzazione sono le seguenti: “ALLERGIE E ASMA : LIBERATI DALLE BARRIERE” di Federasma Onlus in collaborazione con Schering-Plough - www.federasma.org “ALLERGIE E INTOLLERANZE ALIMENTARI – DOCUMENTO CONDIVISO” redatto da FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordine Medici Chirurghi e Odontoiatri) SIAIP (Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica) AAITO (Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri) SIAAIC (Società di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica) Autori: Mauro Calvani -­‐ Referente Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) Marco Caminati -­‐ Referente Società di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) Donatella Macchia -­‐Referente Società di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC) Paola Minale -­‐Referente Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAITO) Paola Pittia -­‐ Facoltà di Bioscienze e Tecnologie Agroalimentari e Ambientali -­‐ Università di Teramo Marina Russello -­‐Referente Associazione Allergologi Immunologi Territoriali e Ospedalieri (AAITO) Introduzione: Le reazioni avverse ad alimenti, come orientarsi La definizione di reazione avversa a un alimento comprende ogni manifestazione indesiderata e imprevista conseguente all’assunzione di un alimento. La classificazione attualmente in uso, condivisa a livello internazionale, suddivide tali reazioni sulla base dei differenti meccanismi patologici che le determinano. Figura 1.1: Classificazione delle reazioni avverse ad alimenti (modificata da Boyce et al, 2010) Il presente grafico è un’estratto della documentazione formativa della piattaforma ristoCLOUD® Il tipo di proteina verso cui il soggetto sviluppa anticorpi IgE è FONDAMENTALE per identificare la gravità del quadro clinico. Esistono infatti proteine resistenti alla cottura e alla digestione gastrica, responsabili in genere di reazioni sistemiche, e proteine termo e gastro labili, che causano solitamente sintomi locali e più lievi. Queste ultime sono responsabili della Sindrome Orale Allergica (SOA), un particolare tipo di Allergia Alimentare legata alla reattività incrociata tra pollini e alimenti, causata cioè da allergeni ubiquitari nel mondo vegetale. Nel soggetto allergico a pollini, l’assunzione di alimenti di origine vegetale può determinare l’immediata comparsa di lieve edema, prurito e/o bruciore localizzati al cavo orale. Si tratta di sintomi spesso a risoluzione spontanea che raramente superano il cavo orale o evolvono verso l’anafilassi. Gli alimenti più frequentemente in causa sono mela, pera, pesca, carota, melone. La cottura dell’alimento determina l’inattivazione dell’allergene responsabile e consente l’assunzione dell’alimento senza alcuna reazione. 2 Allergia Alimentare 2.1 Che cos’è L’Allergia Alimentare è una reazione avversa agli alimenti causata da una anomala reazione immunologica mediata da anticorpi della classe IgE, che reagiscono verso componenti alimentari di natura proteica. L’AA può manifestarsi già in età pediatrica oppure insorgere in età adulta: nel primo caso spesso regredisce (come ad esempio nel caso di latte e uovo), mentre se comparsa successivamente tende a persistere per tutta la vita. 2.2 Quando sospettarla L’Allergia Alimentare può presentarsi con un ampio spettro di manifestazioni cliniche che spaziano da sintomi lievi fino allo shock anafilattico, potenzialmente fatale. Segni e sintomi compaiono a breve distanza dall’assunzione dell’alimento (da pochi minuti a poche ore) e sono tanto più̀ gravi quanto più̀ precocemente insorgono. Possono interessare diversi organi ed apparati. Tra le reazioni avverse ad alimenti, Allergia e Intolleranza alimentare sono le più frequenti. Conoscere i diversi quadri clinici che ne possono derivare, caratteristici di ogni età, permette di indirizzare il Paziente verso il più corretto iter diagnostico. Figura 1.2 A: Quadri clinici più comuni suggestivi di allergia e intolleranza alimentare nell’adulto Figura 1.2 B: Quadri clinici più comuni suggestivi di allergia e intolleranza alimentare nel bambino 7 Intolleranze alimentari 7.1 Che cosa sono Le intolleranze alimentari provocano sintomi spesso simili a quelli delle allergie, ma non sono dovute a una reazione del sistema immunitario, e variano in relazione alla quantità ingerita dell'alimento non tollerato. Una dieta scorretta o alterazioni gastrointestinali come sindrome da intestino irritabile, gastrite, reflusso gastro-esofageo, diverticolite, calcolosi colecistica determinano una sintomatologia attribuita, spesso erroneamente, all’intolleranza alimentare. L'intolleranza al lattosio, la più diffusa tra le intolleranze da difetti enzimatici nella popolazione generale, è causata dalla mancanza di un enzima chiamato Lattasi, che consente la digestione del lattosio, uno zucchero contenuto nel latte. Interessa circa il 3‐5% di tutti i bambini di età inferiore ai 2 anni. Nel periodo dell'allattamento i casi di intolleranza sono quasi sempre secondari a patologie intestinali e si manifestano con diarrea, flatulenza e dolori addominali. Anche nell'individuo adulto si può manifestare tale intolleranza, ed è dovuta principalmente al cambiamento delle abitudini alimentari e alla diminuzione dell'attività lattasica. Non tutti i soggetti con deficit di lattasi avvertono sintomi quando assumono un alimento contenente lattosio, perché esistono diversi gradi di deficit dell'enzima specifico. E' stato dimostrato che la presenza e disponibilità della lattasi aumenta in relazione alla quantità di latte consumato. Le intolleranze farmacologiche sono determinate dall'effetto farmacologico di sostanze contenute in alcuni alimenti, quali l'Istamina (vino, spinaci, pomodori, alimenti in scatola, sardine, filetti d'acciuga, formaggi stagionati), la Tiramina (formaggi stagionati, vino, birra, lievito di birra, aringa), la Caffeina, l'Alcool, la Solanina (patate), la Teobromina (tè, cioccolato), la Triptamina (pomodori, prugne), la Feniletilamina (cioccolato), la Serotonina (banane, pomodori). 7.2 Quando sospettarle Le intolleranze alimentari si presentano principalmente con sintomi localizzati all’apparato gastro‐intestinale, ma possono coinvolgere anche la cute e più raramente altri apparati. La Figura sotto sintetizza i principali quadri clinici correlabili a intolleranza alimentare.